Polizza furto e incendio






Quando si stipula una normale copertura assicurativa per la responsabilità civile da circolazione stradale, la Rc Auto, non tutti sanno che non vengono inclusi gli eventuali danni che possono derivare dall’incendio del veicolo. Tantomeno il proprietario di un’auto riceverà un indennizzo qualora dovesse subirne il furto.

E’ per tali motivi che le compagnie assicuratrici forniscono ai propri assicurati delle garanzie aggiuntive e facoltative come la polizze furto e incendio.
Solitamente queste due coperture vengono vendute insieme, ma alcune compagnie assicuratrici permetto di scegliere se acquistarne una o tutt’e due.

Bisogna fare però una precisazione, chi sceglie un’assicurazione per il furto viene risarcito non soltanto quando il veicolo viene rubato, ma anche quando avviene un tentativo di furto dal quale derivino piccoli danneggiamenti o addirittura la distruzione totale del mezzo assicurato.
La stessa copertura si estende a componenti o parti del veicolo, con la sola esclusione di eventuali oggetti e beni presenti nell’abitacolo o nel baule, anche se questi vengono rubati insieme al veicolo.

Il premio annuo da pagare è proporzionale al valore dell’auto al momento della sottoscrizione della polizza o al momento del rinnovo annuale. Lo stesso criterio viene adottato dalle compagnie per indennizzare l’assicurato, cioè con il passare del tempo il veicolo subisce un deprezzamento, che di anno in anno deve essere ristabilito dall’assicuratore consultando le quotazioni presenti su Eurotax o Quattroruote.
Quando si subisce il furto del veicolo, l’assicurato (se l’assicurazione non è già scaduta) ha il diritto di ottenere la restituzione del premio pagato per la Rc Auto, ma non goduto totalmente.
Facendo un esempio: se ad una persona rubano l’auto quando mancano ancora 4 mesi alla scadenza della polizza, potrà ottenere la restituzione della parte di premio già pagata, al netto delle tasse, corrispondente ai 4 mesi rimanenti.
Questo invece non avviene per quanto riguarda il premio della polizza furto, in quanto non si ha diritto ad alcuna restituzione poiché deve essere pagato anche dopo il furto, fino alla scadenza annuale prevista.

La copertura incendio offre una tutela allargata, cioè non si limita a risarcire i danni causati da un incendio, ma comprende altresì i danni derivanti dalla caduta di un fulmine o dallo scoppio di oggetti presenti nel veicolo o di parti del motore e dell’impianto elettrico.
Come per il furto, l’assicurazione incendio risarcisce il danno limitatamente al valore del veicolo con esclusione degli oggetti contenuti, ed anche in questo caso può limitarsi a reintegrare il valore di alcune parti oppure l’intero valore del veicolo, in caso di distruzione totale.
Una limitazione presente in questa polizza riguarda le cause dell’incendio, infatti non vengono risarciti gli incendi che si verificano per dolo o colpa grave, e quelli provocati da un congiunto dell’assicurato.
Alcune polizze, poi, prevedono l’estensione della copertura furto e incendio anche ad alcune strumentazioni contenute nella vettura. Si tratta degli impianti stereo o dei navigatori incorporati, i quali possono essere assicurati pagando un sovrappremio.


Italia ancora maglia nera per le assicurazioni auto






L’Italia è stata bacchettata per l’ennesima volta dall’Europa a causa degli eccessivi costi delle polizze per auto e moto.
A ribadire il concetto ci ha pensato anche l’Unione Europea degli Assicuratori (UEA), attraverso una comunicazione indirizzata al Ministro per lo sviluppo economico e all’organo di vigilanza sulle assicurazioni, l’Isvap.

Dalle osservazioni e dai rilevamenti effettuati sull’intero sistema stradale italiano è emerso che le precarie condizioni delle nostre strade ed autostrade costituiscono uno dei motivi per i quali in Italia il numero di incidenti è notevolmente superiore a quello registrato in altri stati europei, i quali possono contare su una rete viaria molto più estesa, manutenuta e utilizzata da un numero inferiore di veicoli.
Nel nostro Paese, quindi, le strade sono insufficienti per contenere il traffico, se si pensa che i veicoli circolanti sono circa 35 milioni, e sono anche pericolose a causa delle mancate opere di manutenzione e ammodernamento, che mai come oggi vengono reputate necessarie dopo decenni di incuria ed immobilismo.

L’assenza di una rete stradale adeguata contribuisce a creare un sovraffollamento di tutti i percorsi, soprattutto durante le ore di punta, e di conseguenza aumenta il pericolo di incidenti.
Gli Stati confinanti con il nostro, possono invece contare non solo sul doppio dei Km destinati alla circolazione stradale, ma anche su un sistema ferroviario più moderno ed esteso.

Un ulteriore appesantimento dei premi assicurativi è dato dagli oneri fiscali, che in Italia ammontano al 23% contro una media europea del 18%. Tali costi, difficilmente sopportabili dagli assicurati nostrani, hanno permesso alle compagnie assicuratrici di consolidare i propri risultati finanziari, nonostante le continue lamentele degli esponenti dei grandi gruppi assicurativi.

In ambito europeo le più importanti società finanziarie, incluse quelle di rating, hanno previsto per il 2011 un’apprezzabile crescita del settore assicurativo, trainato dai risultati positivi conseguiti negli ultimi periodi dalle assicurazioni vita e dal risparmio integrativo.


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