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	<title>Mondo Assicurazioni</title>
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	<description>Tutto su assicurazioni e polizze assicurative</description>
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		<title>Investire nei fondi comuni di investimento</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione vita e previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[fondi pensione aperti]]></category>
		<category><![CDATA[fondi pensione chiusi]]></category>
		<category><![CDATA[investi fondi comuni]]></category>
		<category><![CDATA[investimento fondi comuni]]></category>

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		<description><![CDATA[I fondi comuni di investimento fanno parte di uno dei tanti sistemi per investire i propri risparmi e farli fruttare.
I rischi sono bassissimi, possiamo dire quasi inesistenti, anche se ovviamente la rendita non è enorme come altri sistemi di investimento ad altro rischio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il risparmio di tutti noi può essere gestito anche attraverso i “fondi comuni di investimento”.<br />
Questi strumenti finanziari consentono ai risparmiatori di investire il proprio denaro collocandolo sui mercati azionari.</p>
<p>Istituiti in Italia nel 1983 attraverso un&#8217;apposita legge, nei fondi comuni di investimento <b>i risparmi vengono affidati a società di gestione</b>, oppure a <b>intermediatori finanziari</b> come le banche o le compagnie di assicurazioni che si occupano di effettuare il collocamento dei fondi sul mercato.</p>
<p>I partecipanti a un fondo di investimento hanno <b>uguali diritti</b>, dunque reddito e perdite saranno equi per tutti.<br />
Il guadagno per i clienti è proporzionale rispetto al valore dell&#8217;investimento: questo significa che <b>una proprietà consistente di quote garantisce un maggiore profitto</b> sul proprio investimento.</p>
<p>La loro classificazione può essere sintetizzata in <b>due categorie:</b><br />
<b>1)</b> quelli “a distribuzione dei proventi”, in cui il cliente ha diritto a ricevere a scadenze regolari delle cedole che gli indicano le plusvalenze, cioè quanto ha guadagnato;<br />
<b>2)</b> quelli “ad accumulazione dei proventi”, in cui i guadagni si possono vedere e riscuotere solo alla fine, cioè nel momento in cui le quote scadono e il capitale investito viene restituito.</p>
<p>Ci sono poi <b>fondi “chiusi” e “aperti”</b>, cioè fondi rispettivamente con un numero di quote prestabilito e invariabile (chiusi), o con un numero di quote non stabilito e variabili (aperto).</p>
<p>Un&#8217;ulteriore suddivisione può essere fatta sulla base di altre caratteristiche, come gli <b>“hedge fund”</b> che sono fondi di investimento privati, a responsabilità limitata, e sono riservati a investitori istituzionali, qualificati, o risparmiatori con disponibilità patrimoniali consistenti. I tassi elevati di rischio permettono tuttavia una significativa redditività. I “fondi di fondi”, invece, raccolgono denaro per reinvestirlo in altri fondi di investimento come gli hedge fund.</p>
<p>Gli <b>“index fund”</b> sono fondi che non mirano a un extrarendimento, ma replicano la performance del mercato e sono quindi caratterizzati da una gestione sostanzialmente passiva.</p>
<p>Gli <b>“exchange traded fund” (ETF)</b>, risalenti agli anni Ottanta, infine, sono fondi index, quotati sui mercati regolamentari, in Italia sull&#8217;ETFplus, operativo da aprile 2007, mentre negli Stati Uniti sull&#8217;Amex. Questo tipo di fondi presenta costi minori rispetto ai fondi indicizzati, e possibilità di essere negoziati come un semplice titolo azionario.</p>
<p>Su tutti i fondi in cui può investire un qualunque cittadino italiano <b>vigilano</b> la <b>Consob</b> (che ha il compito di controllare i prospetti informativi) e la <b>Banca d&#8217;Italia</b>.</p>
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		<title>Fondi pensione chiusi</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 12:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione vita e previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[fondo pensione chiuso]]></category>
		<category><![CDATA[pensione aggiuntiva]]></category>
		<category><![CDATA[pensione integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[pensione liberi professionisti]]></category>

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		<description><![CDATA[I fondi pensione chiusi sono destinati a quei lavoratori che non sono assunti dallo Stato, quindi gli operai e tutti quelli che lavorano nel settore privato.
Sono obbligatori per i lavoratori dipendenti, mentre per i liberi professionisti è facoltativo ma dovono comunque scegliere tra fondi pensione chiusi e aperti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fondo pensione negoziale, detto anche “chiuso”, “contrattuale” o “ad ambito definito”, è un altro strumento di previdenza complementare.</p>
<p>A differenza dei fondi pensione aperti, quelli chiusi sono <b>destinati a specifiche categorie di lavoratori</b> (come ad esempio i metalmeccanici, i lavoratori tessili, gli artigiani, i medici, i lavoratori appartenenti a cooperative, ecc.), che possono essere di una grande azienda oppure di un settore specifico.</p>
<p>Sono definiti <b>“negoziali”</b> perché la loro esistenza è dovuta all&#8217;azione diplomatica che i sindacati e le associazioni di categoria hanno esercitato nel tempo (metalmeccanici, fondo Cometa, chimici, fondo Fonchim, artigiani, fondo Artifon, medici, fondo Sanità, ecc.). Le parti sociali hanno istituito questi fondi, mentre la loro gestione è stata appaltata a società di gestione esterne.</p>
<p>Questi fondi <b>possono essere alimentati</b> attraverso contributi del lavoratore, contributi del datore di lavoro. In aggiunta al contributo, che può essere occasionale o costante, il lavoratore può decidere di investire la quota del proprio Trattamento di fine rapporto (Tfr).</p>
<p>I <b>lavoratori dipendenti sono obbligati</b> a investire in un fondo pensione chiuso della propria categoria, mentre il <b>lavoratore autonomo</b> può scegliere se investire in un fondo chiuso o, in alternativa, in uno aperto.</p>
<p>In Italia, al momento esistono <b>25 fondi pensione chiusi</b>, alcuni circoscritti ad un determinato ambito territoriale, come per esempio le regioni o le province autonome.<br />
Anche per la raccolta dei fondi pensione chiusi, le banche, le società di gestione del risparmio, ma soprattutto le compagnie di assicurazioni hanno un ruolo centrale. Succede che <b>i fondi pensione chiusi siano più vantaggiosi</b> di quelli aperti quando vengono alimentati da provvigioni di diversa natura (contributo obbligatorio del datore di lavoro, del singolo lavoratore, e destinazione del Tfr).</p>
<p>Anche per i fondi negoziali, <b>la Commissione di controllo del Ministero del Lavoro vigila sulla loro corretta amministrazione</b>; tuttavia, negli organismi autonomi di gestione è presente una rappresentanza ragguardevole di lavoratori per i quali il fondo pensione è stato istituito, e dato che questi risparmi vanno a finire sul mercato dei capitali, <b>prudenza e trasparenza</b> sono d&#8217;obbligo.</p>
<p>Anche per i fondi chiusi non mancano le agevolazioni fiscali. Per trasferire i risparmi verso un fondo pensione aperto, tuttavia, occorre aspettare tre anni, o 5 se il fondo è stato costituito da poco.</p>
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		<title>Fondi pensione aperti</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 18:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione vita e previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[fondi pensione]]></category>
		<category><![CDATA[maggiore pensione]]></category>
		<category><![CDATA[pensione maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[tfr pensione]]></category>

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		<description><![CDATA[I fondi pensione aperti sono degli utili strumenti per aumentare la rendita pensionistica nel momento in cui si smetterà di lavorare. In questo modo, il denaro viene investito in diversi sistemi che fanno avere una discreta rendita sul totale accumulato in anni di lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I contributi volontari versati da un lavoratore per integrare la pensione degli enti previdenziali obbligatori vanno a finire nei cosiddetti <b>“fondi pensione”</b>.</p>
<p>Attraverso questo strumento di previdenza complementare, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e i lavoratori pubblici e privati, rimettono i propri risparmi alle banche, alle Società di gestione del risparmio e di intermediazione mobiliare, alle imprese di investimento comunitarie, ma soprattutto alle assicurazioni.</p>
<p>Scegliendo di farli confluire in un fondo pensione “aperto”, <b>il risparmio sarà investito in titoli di Stato, azioni, obbligazioni, certificati di deposito</b>.</p>
<p>Raggiunta l&#8217;età del pensionamento, i fondi pensione saranno restituiti, talvolta con una particolare <b>rendita</b>. I soldi che spetteranno al momento dell&#8217;integrazione della pensione saranno proporzionali all&#8217;investimento iniziale.</p>
<p>Il <b>rendimento</b> dei fondi pensione aperti dipende, quindi, dai <b>contributi versati</b>, e dal <b>regime fiscale</b> applicabile previsto dalla normativa al momento della sottoscrizione. Si tratta generalmente di un <b>regime agevolato</b>. I contributi versati, poi, saranno garantiti e non si potranno pignorare, né per eventuali debiti del gestore (cioè della banca o dell&#8217;assicurazione), né per i debiti di chi ha investito il proprio risparmio partecipandovi.</p>
<p>Qualora si volesse investire in un fondo pensione aperto, <b>la scelta va fatta entro sei mesi</b> dall&#8217;ingresso nella propria attività professionale</b>. Nel caso non si effettuasse una richiesta esplicita per il fondo aperto, <b>per la regola del silenzio assenso</b> i fondi verranno collocati in un <b>fondo pensione chiuso</b>. In questo caso occorrerà attendere almeno tre anni prima di poter trasferire il proprio denaro su un fondo pensione aperto.<br />
Attraverso un <b>resoconto periodico</b> sarà possibile controllare le rendite, per tenere aggiornato il cliente.</p>
<p>Il rispetto delle norme sulla gestione dei fondi da parte della compagnia assicurativa è garantito dalla Commissione di Vigilanza sui fondi pensione, un&#8217;autorità pubblica che vigila sulla corretta gestione tecnica, finanziaria e contabile dei fondi, e ne assicura trasparenza.</p>
<p>È possibile ottenere la liquidazione anticipata del capitale nel momento di cessione dell&#8217;attività lavorativa, oppure in caso di decesso del lavoratore titolare del fondo pensione. In questo caso si potranno estendere agli eredi i benefici, ma non prima di 15 anni dall&#8217;entrata nel fondo.</p>
<p>Ai fondi pensione aperti, infine, possono aderire anche i soci lavoratori di cooperative non vincolati da altri fondi pensione aziendali o di categoria.</p>
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		<title>Previdenza complementare</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazione-vita-e-previdenza/previdenza-complementare/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 18:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione vita e previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione privata]]></category>
		<category><![CDATA[pensione integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[pensione privata]]></category>
		<category><![CDATA[pensione vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Per aumentare la propria pensione una volta arrivati all'età pensionabile, l'unico sistema è avviare una o più pensioni complementari. Ci sono vari metodi e questo articoli ve li descrive.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un <b>piccolo investimento</b> è possibile <b>integrare le pensioni</b> erogate dagli istituti di previdenza, per ottenere, nel futuro, una pensione dignitosa e adeguata.</p>
<p>Lo permette il sistema di <b>previdenza complementare</b>, attraverso il quale un lavoratore può integrare la propria pensione di base, erogata dagli enti di previdenza obbligatoria, con prestazioni pensionistiche aggiuntive.</p>
<p>L&#8217;aumento della popolazione anziana e la mancanza di certezze del sistema previdenziale attuale, inducono molti cittadini a sfruttare le possibilità introdotte con la riforma dal legislatore per ottenere dall&#8217;Inps (o da Inpdap, Casse professionali, ecc.) una corresponsione adeguata al costo della vita.<br />
In questo modo, è possibile pensare e contribuire ad integrare la propria pensione già nel momento in cui si lavora.</p>
<p>Fondi pensione aperti, chiusi, e piani pensionistici individuali rientrano tutti nel <b>sistema complementare</b>.<br />
Si tratta di una formula a iniziativa privata, in uso soprattutto dai giovani entrati nel difficile mondo del lavoro dopo il primo gennaio 2006, e dunque incerti sul reddito del proprio futuro pensionistico. Del sistema si fa garante la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione).</p>
<p>I <b>piani pensionistici integrativi</b>, poi, si dividono fra <b>“individuali”</b> e <b>“collettivi”</b>.</p>
<p>Negli individuali, il lavoratore aderisce a un fondo pensione aperto, o al piano di programmazione elaborato da consulenti professionisti di una compagnia di assicurazioni che lavora nel settore previdenziale.<br />
Nei collettivi, invece, la contrattazione avviene con un gruppo di lavoratori.</p>
<p>Ulteriore elemento di integrazione è costituito dall&#8217;investimento del proprio <b>Tfr</b> (Trattamento di Fine Rapporto), cioè la liquidazione di congedo che il datore di lavoro dà al dipendente al termine del proprio rapporto di lavoro, determinato dall&#8217;accumulo di una quota del 6,91% sulla propria retribuzione lorda.<br />
Con l&#8217;investimento del Tfr, <b>i lavoratori possono finanziare le forme pensionistiche complementari</b>, occupandosi della messa a frutto delle percentuali accumulate.</p>
<p>Come si sa, dietro dichiarazione del dipendente, il proprio Tfr può rimanere in azienda (ed essere quindi restituito alla fine del rapporto di lavoro), o essere destinato ad un fondo di investimento comune.</p>
<p>Ma si può anche affidare il Tfr a un fondo pensione per una diversa redditività.</p>
<p><b>Il Tfr investito nei fondi pensione non può tornare indietro alla propria azienda</b>. La previdenza complementare è, quindi, un&#8217;opportunità concreta.</p>
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		<item>
		<title>Assicurazione Kasko a Valore Intero</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazioni-auto/assicurazione-kasko-valore-intero/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 19:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni auto]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione kasko]]></category>
		<category><![CDATA[kasko rca]]></category>
		<category><![CDATA[massima copertura assicurativa]]></category>
		<category><![CDATA[polizza kasko]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è l'assicurazione più costosa di tutte perché protegge il conducente da qualunque incidente. Addirittura la kasko a valore intero ha la possibilità di risarcire il cliente anche per il denaro speso per qualunque infrazione; ovviamente i punti della patente si perdono in ogni caso!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La polizza Kasko a <b>valore intero</b> è senza dubbio il <b>tipo più costoso di polizza</b> che si possa trovare nel mondo assicurativo nazionale.</p>
<p>Tramite questo tipo di polizza la compagnia di assicurazione si assume tutti i possibili rischi che l’automobilista può incontrare. Quindi essa offre un tipo di <b>copertura ottimale</b> per quegli automobilisti che possiedono una <b>macchina nuova</b> e di valore elevato e che intendono proteggerla nel miglior modo possibile.</p>
<p>Chi stipula questo tipo di polizza infatti non avrà <b>nessun limite di copertura</b>, e il risarcimento da parte dell’assicurazione andrà a coprire fino all’ultima spesa causata da un qualsiasi sinistro.<br />
Ed è questa la ragione per la quale il <b>premio</b> è così <b>consistente</b>.</p>
<p>Per essere più precisi, indichiamo distintamente i tipi di sinistri coperti dalla polizza Kasko a valore intero:</p>
<ul>
<li>sinistri non derivanti da collisioni con altre vetture come urti;</li>
<li>ribaltamenti;</li>
<li>uscite di strada;</li>
<li>incidenti di cui il titolare della polizza sia responsabile;</li>
<li>eventi non legati direttamente agli spostamenti in macchina come atti vandalici, incendi, grandinate, terremoti, alluvioni o altre calamità naturali.</li>
</ul>
<p>Naturalmente l’assicurazione <b>non risarcirà</b> i danni causati da una volontaria infrazione del codice della strada da parte del guidatore, o da atti  dello stesso che evidentemente non rispettino la legge nazionale in generale.</p>
<p>Per ovviare a questa mancanza di copertura da parte della polizza Kasko, il guidatore può decidere di richiedere <b>un’integrazione della copertura stessa</b>, evitando così la possibilità di non vedersi risarcito nel caso di una multa ricevuta per guida senza patente, ad esempio.<br />
Ovviamente questa scelta comporterà il pagamento di un premio più alto.<br />
Di solito le <b>case automobilistiche di un certo livello</b> usano offrire questo tipo di assicurazione ai loro clienti, sia per invogliarli all’acquisto di macchine di grande valore, sia come garanzia dell’affidabilità della casa automobilistica stessa.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Assicurazione Kasko a Secondo Rischio</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazioni-auto/assicurazione-kasko-secondo-rischio/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 18:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni auto]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione casco]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione casco secondo rischio]]></category>
		<category><![CDATA[polizza kasco]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'altra assicurazione kasko molto interessante per chi volesse tutelarsi al 100% da qualunque tipo di incidente e la kasko a secondo rischio, che è dotata di franchigia e di un sistema, a scelta, che fa risparmiare l'automobilista man mano che l'auto diventa più vecchia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La polizza <b>Kasko a secondo rischio</b> è un’altra delle polizze Kasko un po’ più economica rispetto a quella a valore intero.<br />
Essa rappresenta <b>un’alternativa</b> alla polizza a <a title="Polizza assicurativa kasko a primo rischio." href="http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazioni-auto/assicurazione-kasko-primo-rischio" ><b>primo rischio</b></a> anche se ne condivide molte delle caratteristiche fondamentali.</p>
<p>In effetti la Kasko a secondo rischio segue le stesse peculiarità di una polizza a primo rischio relativo, e quindi richiede il rispetto di un massimale di indennizzo, ma in più richiede anche l’applicazione di una <b>franchigia</b>.</p>
<p>Quindi, in definitiva, in questo caso <b>l’indennizzo</b> che verrà corrisposto all’automobilista dovrà avere un valore compreso tra il massimale e la franchigia.<br />
Il calcolo del <b>massimale</b> può avere un <b>valore assoluto</b>, cioè indipendente dal valore e dall’eventuale svalutazione del mezzo, oppure <b>relativo</b>, cioè valutato in percentuale rispetto a valore effettivo del mezzo. Quindi quest’ultimo tipo di calcolo del massimale terrà conto della <b>svalutazione del mezzo</b>, legata al passare del tempo oppure al livello di usura del veicolo; pertanto l’importo del risarcimento diminuisce di pari passo con il diminuire del valore della macchina assicurata.</p>
<p>Per chiarire meglio il funzionamento di questo tipo di polizza, si potrebbe procedere con un <b>esempio</b>.<br />
Un automobilista acquista una macchina del valore di 50.000 euro e stipula una polizza Kasko a secondo rischio con un massimale pari al 50% del valore del veicolo (quindi 25.000 euro) e con una franchigia di 500 euro. In caso di sinistro, questa polizza risarcirebbe al cliente una somma compresa tra i 500 e i 25.000, dai quali bisognerebbe poi sottrarre il valore della franchigia stessa.<br />
Pertanto il rimborso massimo effettivo sarebbe di 24.500.</p>
<p>Da qui si deduce chiaramente che se il danno dovesse essere superiore a tale cifra, l’indennizzo non lo coprirebbe completamente e inoltre, nel caso in cui il danno subito dovesse essere inferiore a 500 euro, cioè al valore della franchigia, il cliente non avrebbe diritto ad alcun risarcimento.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Forse questo è il vero motivo dell&#8217;esistenza delle franchigie?</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazioni-auto/perche-esiste-franchigia/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 11:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni auto]]></category>
		<category><![CDATA[cosa serve franchigia]]></category>
		<category><![CDATA[franchigie auto]]></category>
		<category><![CDATA[perchè franchigia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco svelato il motivo per cui le assicurazioni hanno inventato la franchigia e perché, alla fin fine, si rivela contro producente e forviante anche per gli automobilisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di assicurazioni con franchigia <b>ve ne sono di vari tipi</b>, e sono praticamente gli importi che le compagnie non pagano al cliente in caso di sinistro</p>
<p><b>Due esempi per capire meglio</b><br />
1) Avete un incidente con danni totali da 1.000 euro ed una polizza con franchigia da 300 euro (mettiamo che la <a title="Assicurazione auto, franchigia di tipo assoluto." href="http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazioni-auto/assicurazione-franchigia/" ><b>franchigia sia di tipo assoluto</b></a>). La compagnia vi riconoscerà 700 euro di indennizzo (1000-300= 700)<br />
2) Altro esempio: avete un incidente con danni da 200 euro ed una polizza con franchigia sempre a 300 euro. In questo caso la compagnia non vi rimborsa nulla.</p>
<p>Come mai le compagnie assicurative inseriscono le franchigie nelle polizze?</p>
<p>Le compagnie inseriscono queste franchigie per evitare che il furbo di turno si faccia rimborsare un finto danno, ovvero un danno che è stato provocato con intenzionalità.</p>
<p>Un esempio rivelatore è quello dei <b>danni vandalici</b> all’auto. Le compagnie non vorrebbero dare questa condizione perché la maggior parte sono danni causati da incidenti tra parenti o con muretti e paletti vari che gli automobilisti pensano bene di far rientrare, furbescamente, negli eventi vandalici.</p>
<p>Le compagnie assicurative, che forse avrebbero fatto meglio a non creare le condizioni “<b>eventi vandalici</b>”, le inseriscono nel pacchetto auto per una mera questione commerciale, accompagnate però da <b>sostanziose franchigie</b> che non possono essere eliminate.</p>
<p>Le franchigie, <b>secondo le compagnie</b>, dovrebbero costituire un disincentivo all’irrefrenabile desiderio del cittadino di farsi liquidare per ogni piccolissimo danno che magari può essere stato creato intenzionalmente per truffare la stessa compagnia assicuratrice.</p>
<p>E’ però una questione culturale molto vasta ed è molto probabile che con la franchigia non si risolve nulla anzi <b>si alimenta ancora di più l’astio contro le compagnie assicurative</b> che vengono tacciate di essere inventrici di congetture fantasiose per non pagare.</p>
<p>A questo punto occorre fare una piccola digressione tecnica. In ambito assicurativo–attuariale  vengono menzionati due termini: la <b>frequenza</b> e la <b>gravità</b>.</p>
<p>Per <b>frequenza</b> si intende la probabilità di accadimento di un fatto dannoso (sinistro).<br />
Per <b>gravità</b> la dimensione economica del danno a seguito dell’accadimento di fatto.<br />
Le persone sono più sensibili a proteggersi dai sinistri che hanno una frequenza maggiore di accadimento anche se di lieve entità (esempio eventi vandalici) e si dimenticano di quei sinistri magari più rari da accadere, ma che di solito hanno una dimensione economica elevata che può mettere in ginocchio una famiglia o far fallire un’azienda (incidenti con feriti).</p>
<p>In <b>conclusione</b>, l’italiano medio si preoccupa di stipulare la garanzia eventi vandalici per aggiustare le rigature sulla fiancata dell’auto e si dimentica di elevare i massimali assicurativi per eventuali danni a persone! Un fatto molto grave se ci si ferma un attimo a riflettere sul rapporto che c&#8217;è tra assicurato-propria auto-pedone potenzialmente investito.</p>
<p>L&#8217;<a title="Assicuratrice in Rosa, sito di assicurazioni al femminile e non." href="http://blog.libero.it/assicuratrice" target="_new"><b>Assicuratrice in Rosa</b></a> vi aspetta nel suo blog assicurativo per qualunque vostro problema e per raccontare le vostre esperienze assicurative.</p>
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		<title>Assicurazione Kasko a Primo Rischio per tutti i veicoli</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 17:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni auto]]></category>
		<category><![CDATA[kasko economica]]></category>
		<category><![CDATA[kasko franchigia]]></category>
		<category><![CDATA[kasko primo rischio]]></category>

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		<description><![CDATA[Le assicurazioni Kasko non sono tutte uguali e non costano sempre un occhio della testa.
Alcune come la "Primo Rischio" consentono di avere una grande copertura pur costando molto meno di una Kasko all risk (che copre qualunque incidente). Questo può accadere grazie ad una piccola franchigia che dà la possibilità al cliente di scegliere due opzioni diverse tra loro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La polizza Kasko a primo rischio è l’<b>alternativa</b> creata dalle compagnie di assicurazione per tutti coloro che vogliono comunque una maggiore protezione per i loro autoveicoli ma <b>non possono permettersi una polizza Kasko a valore intero</b>, che comporta dei costi molto più elevati.</p>
<p>Il premio di questa polizza riesce a mantenersi <b>più basso perché la compagnia stabilisce un massimale di risarcimento</b>, cioè un tetto massimo di somma risarcibile in caso di sinistro. Quindi il valore dell’automobile non è totalmente coperto dalla polizza Kasko a primo rischio.</p>
<p>Il massimale da risarcire può essere calcolato in due modi diversi, i quali, a loro volta, generano <b>due tipi di polizza Kasko a primo rischio</b> diversi: la polizza a primo rischio assoluto e la polizza a primo rischio relativo.<br />
Nella <b>polizza a primo rischio assoluto</b> il massimale viene calcolato in maniera del tutto indipendente dal valore commerciale dell’autoveicolo nel momento in cui viene stipulato il contratto assicurativo. Perciò, nel momento in cui si decide di stipulare un contratto di questo genere, si stabilisce il livello di copertura che si intende praticare e questo rimane immutato nel tempo e quindi indipendente dal grado di usura, con relativa perdita di valore, del veicolo nel corso del temo.<br />
Nella <b>polizza a primo rischio relativo</b>, invece, il massimale risarcibile viene calcolato in maniera proporzionale al valore commerciale dell’autoveicolo. Quindi è ovvio che in questo caso il massimale diminuirà man mano che il veicolo subirà una perdita di valore dovuta al passare del tempo e all’usura. In definitiva questo tipo di polizza risarcisce comunque i danni di varia natura che possono essere arrecati all’autoveicolo, ma se tali danni non rientrano nella cifra stabilita dal massimale, l’automobilista non potrà ottenere un indennizzo pari alla al valore del danno subito.</p>
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		<title>Assicurazioni telefoniche: cosa fare in caso di incidente?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 17:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione telefonica]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione telefono]]></category>
		<category><![CDATA[cai telefono]]></category>
		<category><![CDATA[modulo blu telefono]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei motivi che spinge molti guidatori a non assicurarsi con un'assicurazione telefonica o on-line è il timore che in caso di incidente non si sappia bene come affrontare l'invio del modulo di constatazione amichevole oppure sia difficile contattare l'assicurazione. Per fortuna non è mai così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come comportarsi in caso di sinistro se si è assicurati con una <a title="Cosa fare con una assicurazione telefonica in caso di incidente" href="http://www.guidaassicurazioni.it/assicurazioni-telefoniche" target="_new"><b>assicurazione telefonica</b></a>?<br />
Come <b>prima cosa</b> è importante compilare il <b>modulo blu</b>, ovvero il <b>CAI</b> (Constatazione Amichevole di Incidente), che dovrà poi essere spedito alla compagnia assicuratrice. Se non si ha il modulo al momento dell&#8217;incidente è possibile anche <b>scrivere i dati in un banale pezzo di carta</b>.<br />
Tenete conto però che un modulo blu ben compilato faciliterà e velocizzerà la gestione del sinistro da parte dell&#8217;assicurazione.</p>
<p>Inoltre, in caso di incidente, con ragione, tra due soli veicoli, se il modulo è sottoscritto da entrambe le parti coinvolte è possibile essere pagati dalla propria compagnia assicuratrice invece che da quella dell&#8217;altra persona. E&#8217; il cosiddetto &#8220;<b>risarcimento diretto</b>&#8220;, ed è accettato da tutte le assicurazioni telefoniche.</p>
<p>Naturalmente è indispensabile mettersi in comunicazione il prima possibile con la propria compagnia assicuratrice chiamando il <b>numero verde del servizio sinistri</b>. Il consulente spiegherà come comportarti e daranno tutte le informazioni utili per portare a termine la pratica.</p>
<p>I <b>dati da inserire nel modulo blu</b> sono i seguenti: data, generalità delle parti coinvolte, targhe dei veicoli, nomi delle compagnie di assicurazioni, dinamica dell&#8217;incidente scegliendo tra le possibili opzioni proposte dal modulo, firme di ambedue i conducenti.</p>
<p>E se uno dei due conducenti non è d&#8217;accordo e non vuole firmare?<br />
<b>In caso di disaccordo</b> è importante fornire alla propria assicurazione telefonica, assieme al modulo con la propria firma, ogni altro elemento utile, quindi dichiarazioni dei testimoni o eventuali indicazioni della Polizia o Carabinieri se intervenuti.</p>
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		<title>Assicurazione Minikasko per auto, moto e altri veicoli</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:55:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni auto]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione auto]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione copertura totale]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione minikasko]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le diversificazioni dell'assicurazione Kasko esiste la Minikasko che sostanzialmente differisce dalla normale e più completissima Kasko per il fatto che la sua copertura ha valenza solo se la collisione avviene con un'altra auto e non con qualunque altra cosa, persona o animale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le <a title="Assicurazione kasko per auto e moto" href="http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazioni-auto/assicurazione-kasko/" ><b>polizze assicurative Kasko</b></a>, <b>la Minikasko è senz’altro la più economica</b> ma, allo stesso tempo, è quella che copre il numero minore di sinistri.</p>
<p>Fondamentalmente essa è nata per garantire un risarcimento per il guidatore nel caso in cui egli sia il responsabile diretto di un incidente stradale. Con questo tipo di polizza quindi il veicolo è <b>tutelato solo ed esclusivamente per eventuali collisioni con altri veicoli in circolazione su strada</b>.</p>
<p>Il funzionamento del risarcimento per questo tipo di polizza è più o meno simile a quello delle normali polizze di responsabilità civile, nel senso che, in caso di incidente, entrambi i veicoli e i relativi guidatori devono essere identificati.<br />
Condizione <b>fondamentale</b> affinché la compagnia di assicurazione risarcisca al proprio cliente un danno legato ad una collisione, è quella di ricevere la comunicazione della <b>targa dell’altro veicolo</b> coinvolto, nonché i <b>dati anagrafici</b> del conducente di tale veicolo.</p>
<p>Molte compagnie di assicurazione, per evitare la confusione con gli altri tipi di polizze Kasko, preferiscono chiamare questo tipo di polizza <b>“polizza collisione”</b>, proprio perché l’unico sinistro che viene coperto è quello derivante dalla collisione con altri veicoli.</p>
<p>Quindi questo tipo di polizza viene stipulata da quei guidatori che vogliano avere la garanzia di un risarcimento anche nel caso in cui i responsabili di un incidente siano loro stessi. Questo evento, notoriamente, non viene coperto dalle normali polizze di responsabilità civile obbligatorie, le quali risarciscono solo coloro i quali non abbiano responsabilità nella collisione, mentre non sono tenute a versare alcun indennizzo nel caso in cui venga accertato che l’altro assicurato sia l’unico responsabile del sinistro.<br />
Quindi la <b>Minikasko</b> è un tipo di polizza che le compagnie di assicurazione solitamente propongono ai <b>guidatori più inesperti</b> o a coloro che statisticamente rientrano nelle fasce più a rischio di incidente stradale.</p>
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