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	<title>Mondo Assicurazioni</title>
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	<description>Tutto su assicurazioni e polizze assicurative</description>
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		<title>Assicurazione per la famiglia e il nucleo famigliare</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 17:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[I rischi di qualche evento che possa turbare il normale scorrere della vita sono sempre dietro l'angolo.
Per proteggere se stessi e l'intero nucleo famiglia esistono diverse polizze che rendono la vita più tranquilla e serena a ognuno di noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Con un’assicurazione famiglia un nucleo familiare può tutelarsi contro i rischi che possono turbare il normale svolgimento della vita quotidiana. Una famiglia può quindi decidere di <b>tutelare il proprio patrimonio</b> anche stipulando una copertura assicurativa che sia in grado di mettere al riparo più persone da eventuali richieste di risarcimento economico.</p>
<p>Questa tipologia di assicurazione include <b>varie ipotesi di rischio risarcibile</b>. Le assicurazioni famiglia possono comprendere garanzie per i danni di carattere economico, dovuti a motivi di salute, oppure conseguenti alla proprietà di un’abitazione, o ancora, alla più generica responsabilità civile terzi per i <b>danni che i familiari possono causare ad altre persone</b> estranee al nucleo familiare. In altri termini, si tratta di una soluzione assicurativa diversificata, all’interno della quale è possibile inserire condizioni contrattuali che possono incontrare le richieste e le <b>necessità di più utenti</b>. Per questo motivo non sono delle polizze stabile “a pacchetto” dalla compagnia assicuratrice, ma sono discusse e <b>pianificate tra l’agente assicuratore ed il futuro assicurato</b>, proprio per capire quali sono le esigenze assicurative, prima di ogni singolo componente e poi dell’intero gruppo familiare.</p>
<p>La più comune forma di tutela scelta dalle famiglie è quella contro i danni causati a terze persone, cioè a persone che non appartengono al nucleo familiare. Questo perché le attività quotidiane che occupano ogni cittadino, escluse quelle professionali e la guida dei veicoli, possono comportare l’assunzione di un rischio che spesso si traduce nel dover affrontare delle emergenze o degli imprevisti economici.<br />
Anche il semplice fatto di essere <b>proprietario o affittuario di una casa</b> comporta l’assunzione di determinate responsabilità in caso di imprevisti, guasti, rotture o cedimenti che danneggiano i vicini o altre persone. Lo stesso vale per gli <b>animali domestici</b>, in quanto il proprietario è sempre responsabile per i danni ai terzi, alle cose o agli altri animali che il suo amico a quattro zampe può provocare.</p>
<p>Ci sono poi le polizze cosiddette <b>“globali”</b>, le quali hanno una sfera di azione e di protezione pressoché totale. Queste tengono indenne la famiglia da tutto ciò che può turbare la sua serenità economica, in quanto prevedono forme di risarcimento anche in caso di licenziamento del capofamiglia o per le spese sanitarie.</p>
<p>Con una polizza famiglia è inoltre possibile garantire il patrimonio familiare dalla perdita economica a <b>causa della morte o per invalidità permanente</b> di colui che produce il maggior reddito.</p>
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		<title>Polizza assicurativa per i detentori di animali in genere</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazioni-animali/polizza-assicurazione-animali/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 10:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni animali]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione animali]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione animali esotici]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione cani]]></category>
		<category><![CDATA[polizza animali]]></category>
		<category><![CDATA[polizza cani]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune informazioni sulle assicurazioni per tutti gli animali, sia domestici che non. Le assicurazioni base non coprono tutte le spese sostenute per un animale, ma solo alcune e più legate alla salute dell'animale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Le norme sulla responsabilità per i danni causati a terze persone obbliga anche i <b>proprietari di animali</b> a risarcire per tutti i danni causati ad altri (persone, cose, animali altrui). Per questo motivo le <b>assicurazioni per gli animali</b> hanno in primo luogo lo scopo di salvaguardare il patrimonio del possessore di animali domestici contro le eventuali <b>richieste di risarcimento</b> provenienti da terze persone, ma possono prevedere anche il <b>rimborso delle spese veterinarie</b> per le cure necessarie, gli interventi ambulatoriali o chirurgici, e per i farmaci.</p>
<p>L’opportunità di avere un polizza assicurativa per la responsabilità civile dovrebbe poi costituire <b>una scelta coscienziosa</b> (o un obbligo) <b>per tutti i proprietari di animali</b>, cani in particolar modo, che presentano un’indole particolarmente aggressiva, anche se la razza o la dimensione non preoccupante dell’animale può apparentemente ingannare terze persone.<br />
Alcune polizze animali prevedono il solo risarcimento per i <b>danni causati alle persone</b>.<br /> Per avere una copertura del rischio di danni a cose o animali altrui è necessario stipulare appositi contratti che la prevedano espressamente.</p>
<p>Prima di sottoscrivere qualsiasi assicurazione per i nostri amici a quattro zampe è bene ricordare che è obbligatorio <b>registrare il proprio animale all’anagrafe canina</b>, attraverso l’inserimento del microchip ed effettuare anche le <b>vaccinazioni obbligatorie</b>.<br />
Non tutte le compagnie, poi, sono propense ad assicurare gli <b>animali domestici esotici</b>, i quali per la loro particolare condizione di cattività hanno molte più probabilità di contrarre malattie e quindi i proprietari richiedono più spesso il rimborso per le spese veterinarie.<br />
Infine, non vengono risarciti i costi sostenuti per sterilizzare o castrare l’animale, quelli necessari per la gestazione ed il parto o quelli per “addestrare” l’animale allo scopo di modificarne il comportamento anomalo.</p>
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		<title>Classe di conversione universale CU</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni auto]]></category>
		<category><![CDATA[classe CU]]></category>
		<category><![CDATA[classe di merito]]></category>
		<category><![CDATA[classe merito conversione]]></category>
		<category><![CDATA[conversione universale classe merito]]></category>

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		<description><![CDATA[La classe di merito è quel numero che chiarisce la nostra buona condotta sulle strade e ci permette di risparmiare sul costo dell'assicurazione. Ogni compagnia, però, possiede una classe di merito interna che serve per dei calcoli personali della compagnia, anche se sull'attestato di rischio dev'essere sempre riportata la classe di merito universale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Il calcolo del premio assicurativo è basato sul criterio delle <b>classi di merito</b>. Questo metodo presuppone che un <b>automobilista virtuoso</b> possa guadagnare dei <b>bonus</b> con il passare del tempo, mentre con una guida imprudente o insicura possa maturare soltanto dei <b>malus</b>, con il conseguente passaggio alle classi superiori.<br />
Le varie compagnie assicuratrici adottano però delle <b>classi interne</b>, con il risultato che a parità di classe, due compagnie diverse possono far pagare <b>premi</b> notevolmente <b>differenti</b> nonostante l’assicurato presenti una storia assicurativa identica.</p>
<p>L’<b>autonomia contrattuale</b> riservata alle singole società di assicurazione, infatti, consente a queste di applicare delle regole interne anche per la determinazione delle classi di merito, le quali vengono appunto definite <b>Classi di Merito Interne</b> per essere distinte dalla <b>CU</b>.<br />
<b>CU</b> sta per classe di Conversione Universale ed è lo strumento che serve per <b>comparare ed equiparare</b> tutte le classi interne delle varie compagnie.</p>
<p>Ogni compagnia può adottare una classe di merito interna, ma deve sempre indicare nel contratto e nell’attestato di rischio che viene spedito all’assicurato la classe universale di riferimento, poiché  in caso di passaggio ad un’altra assicurazione, il valore di riferimento per il calcolo del nuovo premio da pagare è dato soltanto dalla classe CU e non da quella interna appartenente alla precedente polizza assicurativa.<br />
Per questo motivo, esistono le cosiddette <b><i>tabelle di conversione</i></b>, cioè degli strumenti messi a disposizione degli utenti per conoscere l’effettiva classe universale in relazione a quella interna applicata invece dalla compagnia.</p>
<p>L’organo incaricato di <b>vigilare sull’applicazione delle tariffe</b> nel rispetto del sistema basato sulla CU è l’<b>ISVAP</b>, il quale proprio nel 2005 ha ideato il sistema delle tabelle di conversione per consentire agli assicurati di poter scegliere liberamente dove stipulare un contratto RC Auto.</p>
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		<title>Incidente in auto o in moto: cosa fare?</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazioni-auto/incidente-auto-moto-cosa-fare/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 17:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni auto]]></category>
		<category><![CDATA[compilare cdp]]></category>
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		<category><![CDATA[incidente cdp]]></category>
		<category><![CDATA[modulo blu incidente]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando siamo coinvolti in un incidente, spesso veniamo presi dal panico e non sappiamo cosa fare. Non abbiamo idea di cosa dobbiamo compilare, dei dati da richiedere all'altra parte, non sappiamo se è necessario chiamare le forze dell'ordine o altro.
Questo articolo vi spiega cosa fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Quando si subisce o si provoca un incidente, salvo in caso di gravi conseguenze, è necessario compiere alcune <b>importantissime procedure d’emergenza</b>.<br />
Innanzitutto, occorre segnalare quanto accaduto posizionando ad una giusta distanza dai veicoli coinvolti il triangolo catarifrangente e poi chiedere <b>l’intervento immediato delle forze di polizia</b> attraverso il 113, ed eventualmente chiamare il 118 se vi sono dei feriti. La chiamata dei mezzi di soccorso è un fattore da non sottovalutare in quanto deve essere quanto più precisa e dettagliata possibile per fornire le giuste indicazioni del luogo del sinistro.<br />
Uno degli errori più frequenti commessi dagli automobilisti è quello di spostare i veicoli coinvolti, a volte anche per non intralciare la viabilità. <b>Se ci sono dei feriti</b>, e tra i presenti non vi sono persone esperte in primo soccorso o personale medico, è necessario non spostarli.<br />
Purtroppo può succedere che il conducente del veicolo che ha causato l’incidente scappi senza dare le proprie generalità, in questo caso sarebbe opportuno <b>prendere immediatamente nota della targa</b> e delle caratteristiche sia del mezzo sia di coloro che lo occupavano. Inoltre è utile <b>cercare l’eventuale presenza di testimoni</b> annotandone i nominativi, in caso dovessero servire in sede giudiziale.</p>
<p>All’arrivo delle autorità, la zona interessata dal sinistro viene sgomberata con l’aiuto del carroattrezzi se i veicoli non possono più circolare a causa dell’urto, oppure se ci sono delle vittime i mezzi coinvolti vengono sequestrati affinché vengano condotte le indagini penali obbligatorie.</p>
<p>Dal punto di vista puramente assicurativo, <b>quando è possibile identificare la controparte</b> e c’è un accordo, si può procedere alla compilazione congiunta del cosiddetto <b>Modulo Blu</b>, cioè la <b>Constatazione Amichevole d’Incidente</b> (C. A. I.), in modo tale da accelerare i tempi per il risarcimento se non ci sono feriti. In mancanza del Modulo Blu bisogna raccogliere scrupolosamente una serie di dati indispensabili ai fini della liquidazione del danno da parte della propria compagnia assicuratrice, prestando <b>particolare attenzione</b>, oltre <b>alla targa</b> e al modello dell’altra auto o degli altri veicoli coinvolti, anche <b>alla dinamica del sinistro</b> riproponendo una descrizione particolareggiata ed attendibile.<br />
E’ sempre buona regola individuare e segnalare il maggior numero di informazioni e di dati relativi a proprietari o conducenti dei veicoli se diversi dai primi, come ad esempio <b>il numero di telefono o di cellulare</b>.</p>
<p>E’ indispensabile <b>avvisare la propria compagnia di aver subito o causato un sinistro</b>. Anche in caso di totale estraneità a quanto accaduto può essere opportuno tutelarsi attraverso una <b>denuncia cautelativa</b>. Nell’ipotesi in cui dall’incidente derivino <b>danni fisici</b>, l’assicurato può eventualmente <b>denunciare il responsabile entro 90 giorni</b> dall’accaduto. Se non si conoscono le generalità dei responsabili può essere dato l’avvio ad un’azione penale contro ignoti, sarà poi il Fondo vittime della strada che stabilirà se risarcire o meno.</p>
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		</item>
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		<title>Classe di merito delle assicurazioni RCA</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazioni-auto/classe-di-merito/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 17:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni auto]]></category>
		<category><![CDATA[attestato di rischio]]></category>
		<category><![CDATA[classe di merito]]></category>
		<category><![CDATA[classe merito bonus malus]]></category>
		<category><![CDATA[documento classe merito]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mondo delle assicurazioni auto e moto le classi di merito sono delle classifiche stilate in base a dei punteggi che vengono attribuiti in relazione all'abilità di guida dell’assicurato, o, quanto meno alla sua perizia quando si trova al volante di un’autovettura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Sulla base della classe di merito cui appartiene un automobilista <b>viene calcolato l’importo del premio</b> da corrispondere alla compagnia assicurativa per garantirsi la copertura di Responsabilità Civile. Questo meccanismo è legato alle polizze di tipo bonus malus.</p>
<p>I guidatori più attenti, quelli cioè che non causano incidenti durante gli spostamenti su strada con i loro veicoli, appartengono ad una <b>classe di merito più bassa</b> (più vicino al numero 1) e, conseguentemente, pagano un <b>premio assicurativo annuo più basso</b>.</p>
<p>I punteggi ai quali sono automaticamente collegate le classi di merito vanno da 1 a 18, essendo 1 il punteggio migliore e 18 il peggiore. Quando si stipula per <b>la prima volta</b> un contratto di Responsabilità Civile Auto si parte dalla <b>14esima classe di merito</b> e poi ogni anno si può scendere di una classe se non si provocano incidenti, ottenendo così una progressiva diminuzione anche del premio da corrispondere (e questa è la clausola bonus in questo tipo di contratti).<br />
Se, nel caso contrario, si provocano degli <b>incidenti</b> nel corso dell’anno, <b>si retrocede di due classi per volta</b>, con ovvio conseguente aumento del premio assicurativo (e questa è la clausola malus). Quindi questo dovrebbe fungere da stimolo per gli automobilisti a guidare con prudenza, per evitare di pagare premi troppo alti.</p>
<p>Alcune compagnie assicurative, di loro iniziativa possono anche offrire <b>classi di merito in aggiunta</b> rispetto a quelle standard, ad esempio la <b>classe 1°</b>, per mettere a disposizione dei propri clienti anche dei premi più bassi e quindi incentivare la sottoscrizione di contratti.<br />
Il nuovo Codice delle Assicurazioni ha recentemente introdotto interessanti novità per quel che riguarda la gestione di questo tipo di contratto da parte delle compagnie, proprio per fare in modo che l’assicurato possa essere tutelato al massimo. Ad esempio, ogni retrocessione di classe di merito deve essere immediatamente comunicata all’assicurato, per evitare che si ritrovi con un inaspettato aumento del premio da corrispondere.<br />
Un altro importante aspetto tutelato da questo nuovo Codice è quello della conservazione della classe di merito di appartenenza, sia nel caso in cui si decida di cambiare compagnia, sia nel caso in cui si decida di sospendere o non rinnovare la polizza per un periodo che non superi i <b>cinque anni</b>. La classe di merito si conserva anche nel caso in cui l’intestatario della polizza voglia trasferirla ad un’altra macchina o ad un altro membro dello stesso nucleo familiare. La vecchia normativa invece prevedeva che l’acquisto di una nuova autovettura imponeva la stipula di un nuovo contratto per il quale si doveva ripartire dalla quattordicesima classe di merito.</p>
<p>Per concludere va ricordato anche che alcune compagnie danno la possibilità ai propri clienti di non retrocedere di classe qualora decidessero di rimborsare loro stessi i danni di un eventuale incidente.</p>
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		<title>Normativa sulla gestione del TFR</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazione-vita-e-previdenza/normativa-sulla-gestione-del-tfr/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 18:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione vita e previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[investire tfr]]></category>
		<category><![CDATA[pensione tfr]]></category>
		<category><![CDATA[prestito tfr]]></category>
		<category><![CDATA[tfr fondo pensione]]></category>
		<category><![CDATA[tfr in azienda]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l'ultima riforma dell'INPS, e stato deciso che il lavoratore deve destinare con chiaretta il suo TFR all'azienda stessa in cui lavora oppure in un fondo pensione dedicato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Il “Trattamento di fine rapporto” (Tfr), noto anche come “liquidazione” o “buonuscita”, è una retribuzione a cui il lavoratore ha diritto nel momento in cui il suo rapporto di lavoro con l&#8217;azienda finisce.</p>
<p>Il Tfr viene erogato qualunque sia il motivo di cessazione del rapporto di lavoro: licenziamento individuale o collettivo, dimissioni, raggiungimento dell&#8217;età pensionabile.</p>
<p>Con la riforma previdenziale del 2006, <b>il lavoratore</b> subordinato è tenuto a <b>scegliere</b> in che modo investire il proprio Tfr per utilizzarlo nel sistema di previdenza integrativa.<br />
A differenza dei dipendenti pubblici, quelli delle <b>aziende private</b> sono tenuti, quindi, a <b>indicare la destinazione del proprio Tfr</b> che prevede diverse possibilità: investirlo in un fondo pensione aperto, investirlo in un fondo pensione chiuso, oppure lasciarlo in azienda. Per la regola del <b>silenzio assenso</b>, se entro sei mesi non viene destinato, il Tfr va a finire in un fondo pensione chiuso.</p>
<p>La somma è parte integrante del proprio salario lordo, che non essendo disponibile subito viene trattenuto con il compito di <b>reinvestirlo</b>.</p>
<p><b>Per lasciarlo in azienda occorre esplicitarlo attraverso una comunicazione scritta</b> ad un responsabile interno. Per le aziende con meno di 50 dipendenti, il Tfr viene trattenuto, rivalutato ogni anno, con la possibilità di chiedere un anticipo fino a un terzo della liquidazione non prima di 8 anni di servizio per ottemperare al pagamento della casa o, in alternativa, per spese di salute.<br />
Nelle <b>aziende con più di 50 dipendenti</b>, invece, il Tfr può essere trattenuto dal datore di lavoro e investito in un fondo di investimento comune, gestito direttamente dall&#8217;Inps. Tuttavia, si può affidare il proprio Tfr per investirlo in un fondo pensione.<br />
Per le aziende che hanno più di 50 dipendenti, la scelta del lavoratore subordinato di mantenere il <b>Tfr come liquidazione comporterà che la quota non sia più mantenuta nella contabilità dell&#8217;azienda</b>, ma venga versata dall&#8217;azienda a un fondo pensione privato oppure all&#8217;Inps, che si occuperà di rivalutarlo e renderlo disponibile al lavoratore nel momento del pensionamento, cioè del suo allontanamento dall&#8217;azienda.</p>
<p> Affidare il Tfr a un <b>fondo pensione chiuso</b>, permette di godere del versamento di un contributo obbligatorio da parte del proprio datore di lavoro e decidere di versare un contributo volontario (che ridurrà l&#8217;imponibile fiscale nel limite di 5.164,57 euro).</p>
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		<title>Investire nei fondi comuni di investimento</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazione-vita-e-previdenza/fondi-comuni-investimento/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione vita e previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[fondi pensione aperti]]></category>
		<category><![CDATA[fondi pensione chiusi]]></category>
		<category><![CDATA[investi fondi comuni]]></category>
		<category><![CDATA[investimento fondi comuni]]></category>

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		<description><![CDATA[I fondi comuni di investimento fanno parte di uno dei tanti sistemi per investire i propri risparmi e farli fruttare.
I rischi sono bassissimi, possiamo dire quasi inesistenti, anche se ovviamente la rendita non è enorme come altri sistemi di investimento ad altro rischio.]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>Il risparmio di tutti noi può essere gestito anche attraverso i “fondi comuni di investimento”.<br />
Questi strumenti finanziari consentono ai risparmiatori di investire il proprio denaro collocandolo sui mercati azionari.</p>
<p>Istituiti in Italia nel 1983 attraverso un&#8217;apposita legge, nei fondi comuni di investimento <b>i risparmi vengono affidati a società di gestione</b>, oppure a <b>intermediatori finanziari</b> come le banche o le compagnie di assicurazioni che si occupano di effettuare il collocamento dei fondi sul mercato.</p>
<p>I partecipanti a un fondo di investimento hanno <b>uguali diritti</b>, dunque reddito e perdite saranno equi per tutti.<br />
Il guadagno per i clienti è proporzionale rispetto al valore dell&#8217;investimento: questo significa che <b>una proprietà consistente di quote garantisce un maggiore profitto</b> sul proprio investimento.</p>
<p>La loro classificazione può essere sintetizzata in <b>due categorie:</b><br />
<b>1)</b> quelli “a distribuzione dei proventi”, in cui il cliente ha diritto a ricevere a scadenze regolari delle cedole che gli indicano le plusvalenze, cioè quanto ha guadagnato;<br />
<b>2)</b> quelli “ad accumulazione dei proventi”, in cui i guadagni si possono vedere e riscuotere solo alla fine, cioè nel momento in cui le quote scadono e il capitale investito viene restituito.</p>
<p>Ci sono poi <b>fondi “chiusi” e “aperti”</b>, cioè fondi rispettivamente con un numero di quote prestabilito e invariabile (chiusi), o con un numero di quote non stabilito e variabili (aperto).</p>
<p>Un&#8217;ulteriore suddivisione può essere fatta sulla base di altre caratteristiche, come gli <b>“hedge fund”</b> che sono fondi di investimento privati, a responsabilità limitata, e sono riservati a investitori istituzionali, qualificati, o risparmiatori con disponibilità patrimoniali consistenti. I tassi elevati di rischio permettono tuttavia una significativa redditività. I “fondi di fondi”, invece, raccolgono denaro per reinvestirlo in altri fondi di investimento come gli hedge fund.</p>
<p>Gli <b>“index fund”</b> sono fondi che non mirano a un extrarendimento, ma replicano la performance del mercato e sono quindi caratterizzati da una gestione sostanzialmente passiva.</p>
<p>Gli <b>“exchange traded fund” (ETF)</b>, risalenti agli anni Ottanta, infine, sono fondi index, quotati sui mercati regolamentari, in Italia sull&#8217;ETFplus, operativo da aprile 2007, mentre negli Stati Uniti sull&#8217;Amex. Questo tipo di fondi presenta costi minori rispetto ai fondi indicizzati, e possibilità di essere negoziati come un semplice titolo azionario.</p>
<p>Su tutti i fondi in cui può investire un qualunque cittadino italiano <b>vigilano</b> la <b>Consob</b> (che ha il compito di controllare i prospetti informativi) e la <b>Banca d&#8217;Italia</b>.</p>
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		<title>Fondi pensione chiusi</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazione-vita-e-previdenza/fondi-pensione-chiusi/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 12:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione vita e previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[fondo pensione chiuso]]></category>
		<category><![CDATA[pensione aggiuntiva]]></category>
		<category><![CDATA[pensione integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[pensione liberi professionisti]]></category>

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		<description><![CDATA[I fondi pensione chiusi sono destinati a quei lavoratori che non sono assunti dallo Stato, quindi gli operai e tutti quelli che lavorano nel settore privato.
Sono obbligatori per i lavoratori dipendenti, mentre per i liberi professionisti è facoltativo ma dovono comunque scegliere tra fondi pensione chiusi e aperti.]]></description>
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			</a>
		</div>
<p>Il fondo pensione negoziale, detto anche “chiuso”, “contrattuale” o “ad ambito definito”, è un altro strumento di previdenza complementare.</p>
<p>A differenza dei fondi pensione aperti, quelli chiusi sono <b>destinati a specifiche categorie di lavoratori</b> (come ad esempio i metalmeccanici, i lavoratori tessili, gli artigiani, i medici, i lavoratori appartenenti a cooperative, ecc.), che possono essere di una grande azienda oppure di un settore specifico.</p>
<p>Sono definiti <b>“negoziali”</b> perché la loro esistenza è dovuta all&#8217;azione diplomatica che i sindacati e le associazioni di categoria hanno esercitato nel tempo (metalmeccanici, fondo Cometa, chimici, fondo Fonchim, artigiani, fondo Artifon, medici, fondo Sanità, ecc.). Le parti sociali hanno istituito questi fondi, mentre la loro gestione è stata appaltata a società di gestione esterne.</p>
<p>Questi fondi <b>possono essere alimentati</b> attraverso contributi del lavoratore, contributi del datore di lavoro. In aggiunta al contributo, che può essere occasionale o costante, il lavoratore può decidere di investire la quota del proprio Trattamento di fine rapporto (Tfr).</p>
<p>I <b>lavoratori dipendenti sono obbligati</b> a investire in un fondo pensione chiuso della propria categoria, mentre il <b>lavoratore autonomo</b> può scegliere se investire in un fondo chiuso o, in alternativa, in uno aperto.</p>
<p>In Italia, al momento esistono <b>25 fondi pensione chiusi</b>, alcuni circoscritti ad un determinato ambito territoriale, come per esempio le regioni o le province autonome.<br />
Anche per la raccolta dei fondi pensione chiusi, le banche, le società di gestione del risparmio, ma soprattutto le compagnie di assicurazioni hanno un ruolo centrale. Succede che <b>i fondi pensione chiusi siano più vantaggiosi</b> di quelli aperti quando vengono alimentati da provvigioni di diversa natura (contributo obbligatorio del datore di lavoro, del singolo lavoratore, e destinazione del Tfr).</p>
<p>Anche per i fondi negoziali, <b>la Commissione di controllo del Ministero del Lavoro vigila sulla loro corretta amministrazione</b>; tuttavia, negli organismi autonomi di gestione è presente una rappresentanza ragguardevole di lavoratori per i quali il fondo pensione è stato istituito, e dato che questi risparmi vanno a finire sul mercato dei capitali, <b>prudenza e trasparenza</b> sono d&#8217;obbligo.</p>
<p>Anche per i fondi chiusi non mancano le agevolazioni fiscali. Per trasferire i risparmi verso un fondo pensione aperto, tuttavia, occorre aspettare tre anni, o 5 se il fondo è stato costituito da poco.</p>
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		<title>Fondi pensione aperti</title>
		<link>http://www.mondoassicurazioni.com/assicurazione-vita-e-previdenza/fondi-pensione-aperti/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 18:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione vita e previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[fondi pensione]]></category>
		<category><![CDATA[maggiore pensione]]></category>
		<category><![CDATA[pensione maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[tfr pensione]]></category>

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		<description><![CDATA[I fondi pensione aperti sono degli utili strumenti per aumentare la rendita pensionistica nel momento in cui si smetterà di lavorare. In questo modo, il denaro viene investito in diversi sistemi che fanno avere una discreta rendita sul totale accumulato in anni di lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>I contributi volontari versati da un lavoratore per integrare la pensione degli enti previdenziali obbligatori vanno a finire nei cosiddetti <b>“fondi pensione”</b>.</p>
<p>Attraverso questo strumento di previdenza complementare, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e i lavoratori pubblici e privati, rimettono i propri risparmi alle banche, alle Società di gestione del risparmio e di intermediazione mobiliare, alle imprese di investimento comunitarie, ma soprattutto alle assicurazioni.</p>
<p>Scegliendo di farli confluire in un fondo pensione “aperto”, <b>il risparmio sarà investito in titoli di Stato, azioni, obbligazioni, certificati di deposito</b>.</p>
<p>Raggiunta l&#8217;età del pensionamento, i fondi pensione saranno restituiti, talvolta con una particolare <b>rendita</b>. I soldi che spetteranno al momento dell&#8217;integrazione della pensione saranno proporzionali all&#8217;investimento iniziale.</p>
<p>Il <b>rendimento</b> dei fondi pensione aperti dipende, quindi, dai <b>contributi versati</b>, e dal <b>regime fiscale</b> applicabile previsto dalla normativa al momento della sottoscrizione. Si tratta generalmente di un <b>regime agevolato</b>. I contributi versati, poi, saranno garantiti e non si potranno pignorare, né per eventuali debiti del gestore (cioè della banca o dell&#8217;assicurazione), né per i debiti di chi ha investito il proprio risparmio partecipandovi.</p>
<p>Qualora si volesse investire in un fondo pensione aperto, <b>la scelta va fatta entro sei mesi</b> dall&#8217;ingresso nella propria attività professionale</b>. Nel caso non si effettuasse una richiesta esplicita per il fondo aperto, <b>per la regola del silenzio assenso</b> i fondi verranno collocati in un <b>fondo pensione chiuso</b>. In questo caso occorrerà attendere almeno tre anni prima di poter trasferire il proprio denaro su un fondo pensione aperto.<br />
Attraverso un <b>resoconto periodico</b> sarà possibile controllare le rendite, per tenere aggiornato il cliente.</p>
<p>Il rispetto delle norme sulla gestione dei fondi da parte della compagnia assicurativa è garantito dalla Commissione di Vigilanza sui fondi pensione, un&#8217;autorità pubblica che vigila sulla corretta gestione tecnica, finanziaria e contabile dei fondi, e ne assicura trasparenza.</p>
<p>È possibile ottenere la liquidazione anticipata del capitale nel momento di cessione dell&#8217;attività lavorativa, oppure in caso di decesso del lavoratore titolare del fondo pensione. In questo caso si potranno estendere agli eredi i benefici, ma non prima di 15 anni dall&#8217;entrata nel fondo.</p>
<p>Ai fondi pensione aperti, infine, possono aderire anche i soci lavoratori di cooperative non vincolati da altri fondi pensione aziendali o di categoria.</p>
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		<title>Previdenza complementare</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 18:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione vita e previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione privata]]></category>
		<category><![CDATA[pensione integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[pensione privata]]></category>
		<category><![CDATA[pensione vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Per aumentare la propria pensione una volta arrivati all'età pensionabile, l'unico sistema è avviare una o più pensioni complementari. Ci sono vari metodi e questo articoli ve li descrive.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Con un <b>piccolo investimento</b> è possibile <b>integrare le pensioni</b> erogate dagli istituti di previdenza, per ottenere, nel futuro, una pensione dignitosa e adeguata.</p>
<p>Lo permette il sistema di <b>previdenza complementare</b>, attraverso il quale un lavoratore può integrare la propria pensione di base, erogata dagli enti di previdenza obbligatoria, con prestazioni pensionistiche aggiuntive.</p>
<p>L&#8217;aumento della popolazione anziana e la mancanza di certezze del sistema previdenziale attuale, inducono molti cittadini a sfruttare le possibilità introdotte con la riforma dal legislatore per ottenere dall&#8217;Inps (o da Inpdap, Casse professionali, ecc.) una corresponsione adeguata al costo della vita.<br />
In questo modo, è possibile pensare e contribuire ad integrare la propria pensione già nel momento in cui si lavora.</p>
<p>Fondi pensione aperti, chiusi, e piani pensionistici individuali rientrano tutti nel <b>sistema complementare</b>.<br />
Si tratta di una formula a iniziativa privata, in uso soprattutto dai giovani entrati nel difficile mondo del lavoro dopo il primo gennaio 2006, e dunque incerti sul reddito del proprio futuro pensionistico. Del sistema si fa garante la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione).</p>
<p>I <b>piani pensionistici integrativi</b>, poi, si dividono fra <b>“individuali”</b> e <b>“collettivi”</b>.</p>
<p>Negli individuali, il lavoratore aderisce a un fondo pensione aperto, o al piano di programmazione elaborato da consulenti professionisti di una compagnia di assicurazioni che lavora nel settore previdenziale.<br />
Nei collettivi, invece, la contrattazione avviene con un gruppo di lavoratori.</p>
<p>Ulteriore elemento di integrazione è costituito dall&#8217;investimento del proprio <b>Tfr</b> (Trattamento di Fine Rapporto), cioè la liquidazione di congedo che il datore di lavoro dà al dipendente al termine del proprio rapporto di lavoro, determinato dall&#8217;accumulo di una quota del 6,91% sulla propria retribuzione lorda.<br />
Con l&#8217;investimento del Tfr, <b>i lavoratori possono finanziare le forme pensionistiche complementari</b>, occupandosi della messa a frutto delle percentuali accumulate.</p>
<p>Come si sa, dietro dichiarazione del dipendente, il proprio Tfr può rimanere in azienda (ed essere quindi restituito alla fine del rapporto di lavoro), o essere destinato ad un fondo di investimento comune.</p>
<p>Ma si può anche affidare il Tfr a un fondo pensione per una diversa redditività.</p>
<p><b>Il Tfr investito nei fondi pensione non può tornare indietro alla propria azienda</b>. La previdenza complementare è, quindi, un&#8217;opportunità concreta.</p>
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