Assicurazione Kasko a Secondo Rischio



La polizza Kasko a secondo rischio è un’altra delle polizze Kasko un po’ più economica rispetto a quella a valore intero.
Essa rappresenta un’alternativa alla polizza a primo rischio anche se ne condivide molte delle caratteristiche fondamentali.

In effetti la Kasko a secondo rischio segue le stesse peculiarità di una polizza a primo rischio relativo, e quindi richiede il rispetto di un massimale di indennizzo, ma in più richiede anche l’applicazione di una franchigia.

Quindi, in definitiva, in questo caso l’indennizzo che verrà corrisposto all’automobilista dovrà avere un valore compreso tra il massimale e la franchigia.
Il calcolo del massimale può avere un valore assoluto, cioè indipendente dal valore e dall’eventuale svalutazione del mezzo, oppure relativo, cioè valutato in percentuale rispetto a valore effettivo del mezzo. Quindi quest’ultimo tipo di calcolo del massimale terrà conto della svalutazione del mezzo, legata al passare del tempo oppure al livello di usura del veicolo; pertanto l’importo del risarcimento diminuisce di pari passo con il diminuire del valore della macchina assicurata.

Per chiarire meglio il funzionamento di questo tipo di polizza, si potrebbe procedere con un esempio.
Un automobilista acquista una macchina del valore di 50.000 euro e stipula una polizza Kasko a secondo rischio con un massimale pari al 50% del valore del veicolo (quindi 25.000 euro) e con una franchigia di 500 euro. In caso di sinistro, questa polizza risarcirebbe al cliente una somma compresa tra i 500 e i 25.000, dai quali bisognerebbe poi sottrarre il valore della franchigia stessa.
Pertanto il rimborso massimo effettivo sarebbe di 24.500.

Da qui si deduce chiaramente che se il danno dovesse essere superiore a tale cifra, l’indennizzo non lo coprirebbe completamente e inoltre, nel caso in cui il danno subito dovesse essere inferiore a 500 euro, cioè al valore della franchigia, il cliente non avrebbe diritto ad alcun risarcimento.

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