Fondi pensione aperti
I contributi volontari versati da un lavoratore per integrare la pensione degli enti previdenziali obbligatori vanno a finire nei cosiddetti “fondi pensione”.
Attraverso questo strumento di previdenza complementare, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e i lavoratori pubblici e privati, rimettono i propri risparmi alle banche, alle Società di gestione del risparmio e di intermediazione mobiliare, alle imprese di investimento comunitarie, ma soprattutto alle assicurazioni.
Scegliendo di farli confluire in un fondo pensione “aperto”, il risparmio sarà investito in titoli di Stato, azioni, obbligazioni, certificati di deposito.
Raggiunta l’età del pensionamento, i fondi pensione saranno restituiti, talvolta con una particolare rendita. I soldi che spetteranno al momento dell’integrazione della pensione saranno proporzionali all’investimento iniziale.
Il rendimento dei fondi pensione aperti dipende, quindi, dai contributi versati, e dal regime fiscale applicabile previsto dalla normativa al momento della sottoscrizione. Si tratta generalmente di un regime agevolato. I contributi versati, poi, saranno garantiti e non si potranno pignorare, né per eventuali debiti del gestore (cioè della banca o dell’assicurazione), né per i debiti di chi ha investito il proprio risparmio partecipandovi.
Qualora si volesse investire in un fondo pensione aperto, la scelta va fatta entro sei mesi dall’ingresso nella propria attività professionale. Nel caso non si effettuasse una richiesta esplicita per il fondo aperto, per la regola del silenzio assenso i fondi verranno collocati in un fondo pensione chiuso. In questo caso occorrerà attendere almeno tre anni prima di poter trasferire il proprio denaro su un fondo pensione aperto.
Attraverso un resoconto periodico sarà possibile controllare le rendite, per tenere aggiornato il cliente.
Il rispetto delle norme sulla gestione dei fondi da parte della compagnia assicurativa è garantito dalla Commissione di Vigilanza sui fondi pensione, un’autorità pubblica che vigila sulla corretta gestione tecnica, finanziaria e contabile dei fondi, e ne assicura trasparenza.
È possibile ottenere la liquidazione anticipata del capitale nel momento di cessione dell’attività lavorativa, oppure in caso di decesso del lavoratore titolare del fondo pensione. In questo caso si potranno estendere agli eredi i benefici, ma non prima di 15 anni dall’entrata nel fondo.
Ai fondi pensione aperti, infine, possono aderire anche i soci lavoratori di cooperative non vincolati da altri fondi pensione aziendali o di categoria.
