Vendite in calo per le due ruote, ma l’assicurazione cambiera’



L’Associazione dei produttori di moto aderente a Confindustria “ANCMA” sta prevedendo che alla fine del fine 2013 la vendita e le immatricolazioni dei mezzi a 2 ruote (escluso i ciclomotori) sarà di appena 160 mila pezzi, in calo del 27% rispetto al 2012. Nel mese di settembre 2013, però, le vendite sono state quasi identiche allo stesso mese dell’anno 2012; i ciclomotori hanno avuto invece un calo del 10%.

Ma oltre ad una diminuzione così vistosa delle vendite, durante la presentazione della fiera Eicma, il direttore generale dell’ANCMA Pier Francesco Caliari, ha anche affrontato quello che è uno dei problemi maggiori per chi vorrebbe una 2 ruote, ovvero l’assicurazione troppo costosa. Caliari ha anticipato che il settore due ruote sta pensando di fare tutto da se, creando un’assicurazione autonoma di proprietà di ANCMA e Federazione motociclistica italiana (FMI, con circa 150mila soci). Il modello da seguire sarebbe quello della francese Mutuelle des motards, nata nel 1983 da soci motociclisti: essa copre gran parte del mercato d’Oltralpe, quasi l’’80%.

“Oggi per una famiglia far accedere un figlio alle due ruote costa in media 3-4mila euro e i prezzi delle assicurazioni sono uno dei problemi del settore: sembra di parlare con dei muri, anzi con un muro, perché sono tante ma hanno fatto un muro unico”, ha spiegato Caliari “Per la nascita di un’assicurazione ‘nostra’ stiamo parlando con l’Fmi e sono d’accordo: sembra una follia, ma ci stiamo pensando, ci stiamo lavorando. Se la montagna non va da Maometto, Maometto andrà alla montagna”, aggiunge il direttore generale dell’ANCMA. In Italia, come si può immaginare, i tempi per creare questo nuovo soggetto sono molto più lunghi, ma la via è quella di totale autonomia, quindi senza appoggiarsi a una società assicurativa già esistente.

“Attribuire la crisi di vendite nel mercato motociclistico ai costi assicurativi è assurdo e stupisce che un esponente dell’industria parli con simile superficialità di un altro settore produttivo senza considerare i fattori di costo e le problematiche operative di quel settore”, controbatte l’Ania. “Sarebbe come se gli assicuratori attribuissero la responsabilità del mancato incremento del numero delle polizze ai prezzi eccessivi di acquisto dei motoveicoli”. C’è però da tener presente che la crisi economica sta frenando tutto quindi anche la sostituzione di vecchi mezzi a 2 ruote che le persone vorrebbero rottamare per il nuovo: nel 2007 il numero di motoveicoli era pari a 8.660.000, lo scorso anno a 8.600.000.