Aumenta il costo delle assicurazioni anche tra i medici



Nell’anno 2009 tutti i risarcimenti danno legati alla malasanità hanno raggiunto un ammontare totale di 485 milioni di euro, e nel 2010 hanno di poco sfiorato i 500 milioni.
A certificare questi numeri è il Centro Studi della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi E degli Odontoiatri) che ha elaborato i dati derivanti dal Rapporto Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici) riguardante i dati raccolti nel 2011-2012.

La Fnomceo sottolinea che la statistica documenta una crescita complessiva dei premi assicurativi nell’ultimo decennio del 7,8% l’anno: il 6,2% riguarda le strutture sanitarie e il 10,5% riguarda i professionisti. Dei 500 milioni dati nel 2010, il 58% è servito a pagare risarcimenti relativi a sbagli condotti dalle strutture sanitarie, e il 42% da quelli condotti dai professionisti sanitari che hanno, così, visto crescere molto il costo delle loro polizze.

Aldo Minucci, presidente dell’Ania, nella relazione al rapporto 2011-2012 ha detto che: ”In questo periodo, il rapporto tra sinistri e premi e’ stato mediamente superiore al 150%. Ciò ha costretto le imprese a rivedere periodicamente i prezzi delle coperture e i criteri di sottoscrizione. Per gran parte delle specializzazioni i prezzi delle polizze appaiono ragionevoli, anche se non ancora sufficienti a coprire il fabbisogno tariffario. Siamo però consapevoli che per altre specializzazioni, come chirurgia plastica, ortopedia e ginecologia, il premio richiesto può essere elevato per l’alta sinistralità che le caratterizza”.

Roberto Mandato, direttore della sezione “vita e danni non auto” dell’Ania, spiega che: ”Un chirurgo estetico può spendere fino a 15mila euro l’anno, mentre i medici generici 300-400 euro, e i medici dipendenti, anche di specialità rischiose, arrivano a 1000-1500 euro l’anno. I prezzi piu’ alti si hanno per le specialità più rischiose, e i liberi professionisti che lavorano in extramoenia”.

In questo contesto nasce il Tribunale dei Diritti e dei Doveri del Medico, che è stato presentato 2 giorni fa a Roma. Tra gli scopi ci sono la cura e tutela degli interessi professionali, morali e giuridici di tutti i medici.

Assicurazione per minicar e microcar



Le microcar e minicar sono sempre più diffuse nelle nostre città e, date le dimensioni molto vicine, se non superiori, a quelle di una Smart, l’utente medio non sa se devono essere considerate alla pari di una vettura oppure se è meglio considerarle degli scooter dato che sono delle vere auto a 4 o 5 posti.

Da un punto di vista assicurativo la legge è molto chiara: le mini e le micro car sono dei quadricicli a motore, quindi sono assimilabili agli scooter. Infatti per poter guidare una minicar basta aver compiuto 14 anni e avere il mini patentino proprio come per un ciclomotore.

Questi particolari veicoli si sono inizialmente diffusi per moda, infatti costavano parecchio, e in pochi potevano permetterselo. Poi il prezzo è calato e la diffusione tra i 14enni è aumentata contemporaneamente alle persone più anziane che acquistavano questi mezzi perche più facili da guidare senza una vera patente. Inoltre le minicar e microcar posso circolare quasi sempre nelle ZTL (Zone Traffico Limitato) o nelle zone Ecopass.

L’unica nota dolente di queste vetture è la sicurezza, infatti sono costruite con materiali “leggerini”, e la struttura in acciaio non è assolutamente paragonabile a quella di una vera auto. Soni pochissime le ditte costruttrici che sottopongono queste auto a dei veri crash test.
La loro velocità è limitata a 45 km/h (proprio come i ciclomotori) ma è molto facile togliere i fermi che permettono a queste auto di raggiungere 70-80 km/h.

Ancora oggi queste auto possono costare molto, quindi la scelta deve essere oculata, anche perché alcune utilizzano componenti di auto costose, mentre altre sono più scarne e meno appariscenti.