Assicurazione infortuni sul lavoro, cosa dice la legge



Tutti i lavoratori dipendenti devono essere tutelati da una polizza infortuni sul lavoro.

L’ente incaricato di gestire i rapporti assicurativi con i datori di lavoro è l’INAIL (Istituto Nazionale per gli Infortuni sul Lavoro). Questo istituto è stato fondato nel 1898, quando l’Italia si apprestava a diventare una nazione ampiamente industrializzata.
Oggi la normativa che regola i rapporti tra l’INAIL ed i datori di lavoro o i lavoratori è quella contenuta all’interno della legge del 30 luglio 1968, in base alla quale l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro deve essere obbligatoriamente sottoscritta a favore di tutti i lavoratori subordinati, dipendenti o equiparati con le relative distinzioni in base al settore di riferimento: artigianato, industria, terziario, altre attività generiche.

Le coperture assicurative per i danni subiti mentre si svolge una mansione lavorativa comprendono anche le conseguenze che derivano da una malattia professionale, incluso lo stress lavoro correlato, cioè tutti quegli eventi dannosi che sono conseguenza di disagi, esiti sfavorevoli, e malesseri di varia natura che non dipendono da un fattore violento, come può essere l’infortunio vero e proprio, ma che sono comunque imputabili ad una situazione lavorativa.

I datori di lavoro pagano la polizza all’INAIL una volta l’anno, e siccome i settori professionali vengono suddivisi in base alla pericolosità a cui viene esposto il lavoratore, ne deriva che il premio che il datore di lavoro deve pagare è differente in relazione all’attività svolta. Per questo motivo, un imprenditore che possiede un’azienda in cui i lavoratori svolgono lavori pericolosi, dovrà pagare un premio assicurativo più alto rispetto a quello pagato da un datore di lavoro la cui attività è considerata a basso rischio.

Assicurazione RC per la famiglia



Una formula assicurativa che ciascun nucleo familiare dovrebbe possedere è quella relativa alla responsabilità civile per i danni che possono essere provocati a terzi dai componenti di una famiglia. Sono esclusi dalla polizza r. c. famiglia i danni subiti dai componenti stessi del gruppo familiare assicurato. Vengono invece ricompresi nel risarcimento le lesioni procurate ad altre persone, il danneggiamento di cose altrui, e le spese per le cure necessarie agli animali di proprietà di terze persone.

Le assicurazioni di responsabilità civile famiglia hanno come finalità quella di tutelare gli assicurati dai rischi in cui possono incorrere durante lo svolgimento di attività svolte perlopiù durante il tempo libero, come potrebbe essere la pratica sportiva, quindi attività non pericolose. Le clausole contrattuali includono anche i danni derivanti dalla proprietà della casa e quelli eventualmente riconducibili al possesso di animali domestici. In quest’ultima ipotesi, però, l’assicurazione non si estende anche ai danni che può subire l’animale di proprietà del nucleo familiare assicurato e nemmeno alle lesioni o ai danni che può provocare, infatti per questi rischi esistono delle polizze apposite.

Recentemente, in seguito ad un aumento della presenza di collaboratori domestici regolari, di colf e badanti, questo tipo di polizze estende la copertura anche a queste persone, che pur non facendo propriamente parte del nucleo familiare, si trovano tuttavia a vivere a stretto contatto con la famiglia per cui lavorano. Per tale motivo le assicurazioni famiglia risarciscono sia per i danni prodotti dai collaboratori domestici sia per i danni che questi possono subire a causa di incidenti che si possono verificare per colpa dei familiari assicurati.

I massimali standard per le polizze r. c. famiglia sono generalmente fissati dalle compagnie assicuratrici a 250 mila euro, tuttavia la libera contrattazione permette di fissare massimali più elevati dietro pagamento di un premio maggiorato.

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